90 secondi di terrore. Distruzione e dolore.

Terremoto dell'Irpinia

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Francesco        Anno di riferimento 1980        Visite 815

Terremoto dell'Irpinia


Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980: una forte scossa della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 km di profondità colpì un'area di 17.000 km² che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza


L'entità drammatica del sisma non venne valutata subito; i primi telegiornali parlarono di una «scossa di terremoto in Campania» dato che l'interruzione totale delle telecomunicazioni aveva impedito di lanciare l'allarme. Soltanto a notte inoltrata si cominciò a evidenziarne la più vasta entità. Da una prospezione effettuata nella mattinata del 24 novembre tramite un elicottero vennero rilevate le reali dimensioni del disastro. Uno dopo l'altro si aggiungevano i nomi dei comuni colpiti; interi nuclei urbani risultavano cancellati, decine e decine di altri erano stati duramente danneggiati.


Di ritorno dall'Irpinia, in un discorso in televisione rivolto agli italiani, l'allora Capo dello Stato Sandro Pertini denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, che sarebbero arrivati in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni. Le dure parole del presidente della Repubblica causarono l'immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo, e le dimissioni (in seguito respinte) del Ministro dell'interno Virginio Rognoni. Il discorso del Capo dello Stato ebbe come ulteriore effetto di mobilitare un gran numero di volontari che furono di grande aiuto in particolare durante la prima settimana dal sisma. L'opera dei volontari fu in seguito pubblicamente riconosciuta anche con una cerimonia a loro dedicata in Campidoglio, a Roma.

Le cifre


Magnitudo: 6.89 ± 0.04 Richter
Profondità: 30 km
Durata: 1' 30"
Regioni colpite: 3 (Campania, Basilicata e Puglia).
Comuni colpiti: 687 (542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia). Di questi, 37 «disastrati», 314 «gravemente danneggiati» e 336 «danneggiati».[47] In totale, l'8,5% per cento degli 8.086 comuni italiani.
Superficie colpita: 17.000 km²
Popolazione coinvolta: 6 milioni di abitanti
Vittime: 2.914 persone
Feriti: 8.848 persone
Sfollati: 280.000 persone
Abitazioni distrutte o danneggiate dal sisma: 362.000
 

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