Almanacco del giorno dopo

L'Almanacco del giorno dopo è stata una rubrica a cura del TG1, trasmessa su Rai Uno dal 1976 al 1992. Andava in onda tutti i giorni dal lunedì al sabato alle ore 19:45 su Raiuno ed era seguita da Che tempo fa, in onda alle ore 19:50; lo scopo di entrambe le trasmissioni era quello di fare da traino al Tg1.Il programma iniziò le trasmissioni nel 1976 in bianco e nero. Le stampe della sigla non erano colorate. La prima trasmissione a colori avvenne nel 1977 e le stampe furono sostituite da altre colorate.

Il programma iniziava alle 19.45, indicando l'orario in cui il sole sarebbe sorto e tramontato, e la luna si sarebbe levata e sarebbe calata il giorno successivo. Seguiva una breve biografia del santo del giorno, con le immagini - sul chromakey alle spalle della conduttrice - riprese dalle stampe e dalle incisioni di Jacques Callot.
Successivamente, si entrava nel corpus del programma "Domani avvenne", con filmati storici, dedicati a un fatto del giorno. Sulle rubriche, un cromorno ripeteva alcune note della sigla iniziale.

C'erano poi delle rubriche quotidiane con l'alternanza di vari esperti:

  • "In cucina" di Vincenzo Buonassisi,
  • "Le Erbe" ,
  • "Fatelo Da Voi" ,
  • "Le piante e i fiori" ,
  • "Dalla parte degli animali" di Danilo Mainardi (rubrica fissa del lunedì, spostata poi nel 1991 al venerdì);

 

più recentemente,

  • "Le pietre raccontano" di Sabatino Moscati (rubrica fissa del martedì, spostata poi nel 1991 al sabato),
  • "Vecchio e antico" di Claudio Gasparini (rubrica fissa del mercoledì, spostata poi nel 1991 al lunedì),
  • "Conosciamo l'italiano?" di Cesare Marchi, (nel mese di aprile del 1991, Marchi lasciò per lungo periodo la sua rubrica per motivi personali, presentando all'interno della Galleria d'Arte di Venezia le sue raccolte di libri, ma per un breve periodo ritorna in attività ad ottobre sempre del 1991, e fu mandato in onda tutti i giovedì), fu sostituito poi dalla rubrica:
  • "Effetto Terra" condotto dal giornalista e biologo Luigi Bignami (rubrica fissa del venerdì, occupata in passato dalla rubrica di Marchi e spostata poi nel 1991 al martedì),
  • "Le buone maniere ieri e oggi" condotto da Giovanni Nuvoletti (rubrica fissa del giovedì fino all'ottobre del 1991),
  • "La fiera delle vanità" di Diego Dalla Palma (rubrica fissa del sabato, spostata poi nel 1991 al mercoledì).


nuove rubriche,

"Saggezza dagli antichi erbari" di Salvatore Pezzella (rubrica fissa del venerdì, solo in estate del 1991).
Nell'ottobre del 1991, le rubriche dell'Almanacco hanno invertito di volta in volta i giorni, creando confusione sul contenuto della trasmissione.

Chiudevano la trasmissione una citazione famosa affidata ai noti speaker della Rai e la sigla di coda. In origine però l'Almanacco terminava con i consigli degli esperti.

Le immagini della sigla erano: 

gennaio: un uomo con in mano 2 secchi che perdono acqua;
febbraio: un uomo mascherato (probabilmente in onore del Carnevale) che ha in mano dei pesci;
marzo: un uomo magro vestito di stracci che ha in una mano un cesto di verdure, nell'altra rami di una pianta, reggendo una sorta di bandiera;
aprile: un uomo che ha una pala in mano, un cappello con le piume in testa ed abbraccia una mucca dinanzi a sé;
maggio: una donna giovane disegnata in 3/4 che ha in mano il tamburo e vari strumenti musicali;
giugno: un pescatore con una retina e una granseola;
luglio: un contadino mentre porta un fascio di grano;
agosto: un uomo mentre beve da una pinta;
settembre: un uomo mentre succhia un grappolo d'uva;
ottobre: un uomo mentre balla;
novembre: un taglialegna al lavoro;
dicembre: un uomo alato con in mano una pozione mentre cura un anziano;

Alla fine della sigla, il prisma rallentava in modo da esporre la facciata relativa al mese corrente, l'inquadratura si avvicinava e compariva la scritta bianca elettronica "ALMANACCO del giorno dopo".

 

 

 

Francesco de Ritis 150 posts

Adoro tutto degli anni 80, della magica atmosfera che si sprigionava da ogni momento vissuto, da ogni sapore; dalle sensazioni e dai colori.